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Appoggiato
sulla roccia che ancora affiora tra i muri delle case, tutto alzato su
incroci di archi e possenti
contrafforti, il paese di Ceriana deve la sua fondazione alla famiglia
romana dei Celii, come attestato da antichi documenti medievali: già
nel quarto secolo, con la cristianizzazione dei borghi pagani, basiliche
e templi testimoniano a Ceriana il radicamento della nuova Fede.
Il nucleo abitativo, costituito da abitazioni in pietra arenaria è
caratterizzato dalla torre civica di Sant’Andrea, dalla suggestiva
Chiesa Romanica di San Pietro e Paolo (in Piazza Santo Spirito), dalla
monumentale facciata della Parrocchiale di San Pietro e Paolo, di fondazione
settecentesca e dall'imponente Palazzo dei Conti Roverizio. Al suo interno,
vere e proprie strade si aprono tra le case, rendendo il paese facilmente
fruibile, pur conservando la loro tipica identità di carugio, tra
grattacieli di pietra, fontane scavate in monoliti di arenaria così
come i portali scolpiti.
Risalendo
il paese dal letto del fiume Armea, ci si imbatte ben presto nella CHIESA
DEI SANTI PIETRO E PAOLO: Edificata nel XII° secolo nella parte bassa
del paese, sulle vestigia di una prima costruzione di epoca medievale,
è stata rimaneggiata nei primi del '500; fino agli albori dell'Ottocento
ha svolto funzione di unica Chiesa Parrocchiale. Ancora nei primi anni
'50 vi si celebravano riti religiosi. Nel 1984, a causa di avversità
atmosferiche, ha subito gravissimi danni strutturali. A conclusione di
importanti lavori di restauro, la riconsegna al paese da parte della Soprintendenza
è prevista nel Luglio 2004. Di chiaro stile romanico, al suo interno,
ai lati dell'imponente navata centrale, si aprono varie cappelle finemente
dipinte, che presentano spunti di epoche successive. Sarà ricollocato
il Cristo ligneo di Maestro di Bottega duecentesca, appena restaurato,
il Polittico cinquecentesco e i antichi arredi scolpiti. L'Oratorio di
Santa Caterina d'Alessandria costituisce un pregevole dialogo monumentale
con la Chiesa Romanica dei Santi Pietro e Paolo: sede della più
antica confraternita di Ceriana, i rossi, l'Oratorio ha subito numerosi
interventi nel corso degli anni, assumendo l'attuale elegante struttura
nei primi anni del '700, epoca dell'edificazione della nuova Chiesa Barocca.
Al suo interno, da rimarcare l'affresco con "La Gloria di Santa Caterina",
attribuito al Francia, le raffinate decorazioni dell'aula e l'altare marmoreo
del 1773.
Da Piazza Santo Spirito si risale verso le mura della Pena, alla porta
di accesso del Castrum Coelianae, sulla quale si inserisce, sostenuto
da pilastri e mirabili arcate di pietra, l'Oratorio della Madonna della
Visitazione, gli azzurri: da notare al suo interno, lo splendido altare
marmoreo, i pregevolissimi stucchi, le decorazioni della volta (opera
di Maurizio Carrega), così come le interessanti tele sette-ottocentesche.
La Via Visitazione ci conduce fino a Piazza Marconi, vero cuore pulsante
del paese: su di essa si affaccia la monumentale Chiesa Parrocchiale dedicata
al Vergine Assunta e ai Santi Pietro e Paolo. Edificata tra il XVII e
il XVIII secolo, per volontà testamentaria di un benefattore cerianese,
la Chiesa Parrocchiale rappresenta l'elemento più caratterizzante
dell'’intero complesso urbano. Al capo d'opera Domenico Belmonte,
si sono affiancati negli anni più artisti che hanno collaborato
alla "fabbrica": degne di nota le splendide decorazioni interne,
gli altari laterali, il coro ligneo e l'organo dei Lorenzo Paoli.
Da Piazza Marconi, imboccando via Raffaele Doria o l'altrettanto ripida
e suggestiva via Celio è possibile raggiungere Piazza Sant'Andrea,
punto più alto del paese, dove sorge la Chiesa di Sant'Andrea e
della Madonna dell'Addolorata, sede della Compagnia della Misericordia.
Al suo interno le stazioni della Via Crucis di Serafino Canepa di epoca
ottocentesca, la Piazza è dominata dalla svettante torre campanaria.
In Piazza Santa Marta, si trova invece la settecentesca Chiesa di Santa
Marta, Oratorio dei Verdi che ospita le reliquie dei Santi Placido e Germanione:
al suo interno l'Oratorio custodisce tele di alto pregio e un antico organo
settecentesco della ditta "Agati"” di Porto Maurizio.
Il Borgo di Ceriana, non è solamente caratterizzato da splendidi
esempi di architettura religiosa, ma anche da un’edilizia civile
che nel corso dei secoli ha contribuito a rendere inconfondibile il nucleo
abitativo. Palazzo Rubini in corso Italia e soprattutto il Palazzo dei
Conti Roverizio di Roccasterone si pongono quali esempi alti di architettura
civile. Costruito nell'ultimo decennio del XIX secolo, Palazzo Rubini,
posto sulla via principale del paese, è in ottimo stato di conservazione
e oggetto di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché sede
di Istituzioni pubbliche. Edificato tra XVI e XVII secolo, il Palazzo
dei Conti resta a testimoniare ilo potere dell'antica famiglia sul territorio
del paese.
A 4 chilometri da Ceriana, sulle alture della "Villa", sorge
il Santuario mariano, meta di visite e pellegrinaggi estivi. Fondato nel
XIII secolo, più volte rimaneggiato e ristrutturato, il Santuario
della Madonna della Villa, conserva al suo interno stucchi, tele, affreschi
di alto valore artistico, nonché numerose testimonianze devozionali.
A Sebastiano Mantero si deve l'opera più mirabile: la monumentale
struttura marmorea dell'altar maggiore che raffigura la Vergine ed il
Bambin Gesù.
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Parallelamente alla crescita economica dei primi secoli dell'età
moderna, si evidenzia una vitalità culturale che si afferma in
più settori: il canto e la musica, il teatro, l'arte figurativa,
la poesia e la scultura.
L'arte del canto risale sicuramente al periodo rinascimentale, epoca durante
la quale è accertata la creazione delle 2 laude mariane dedicate
alla Madonna della Villa; a questo filone musicale si affianca la formazione
di gruppi teatrali per sacre rappresentazioni.
La tradizione musicale di Ceriana pone le sue radici nel medioevo ed è
strettamente legata al culto di Maria: al 1200, epoca di fondazione della
prima "Chiesetta Rustica" della Villa, si fa risalire la composizione
dell’antichissima lauda "Maria, a bambinèla", primo
di una lunga serie di testi musicati, destinati all’invocazione
della Madre di Gesù. La vocazione della gente di Ceriana che si
identifica e si riconosce in queste arti, è testimoniata dall’attività
dei Cori, della Compagnia Teatrale e delle altre associazioni che sono
parte integrante della vita stessa del paese. Un rilievo assoluto è
da attribuire alle Confraternite che accompagnano la crescita fisica e
spirituale di ogni cerianese, di cui il canto è elemento fondamentale.
Così come lo è, nell’ambito delle funzioni religiose,
il recupero delle antiche e recenti laude cerianasche.
Caratteristica fondamentale del canto cerianasco sia sacro che profano
è la tecnica, studiatissima, del "Basso di Bordone".
Canto "a cappella", eseguito liberamente dai cantori, senza
maestro, normalmente in cerchio durante i concerti, o intorno ad un tavolo
in occasione delle numerosissime feste di Ceriana: ai Battesimi, ad esempio,
quando tutto il paese è invitato al rinfresco, si formano spontanei
gruppi di canto.
Nella seconda metà del XX secolo eminenti etnomusicologi hanno
tentato di individuare l'origine di questo stile di canto, presente fino
agli anni '70 in alcune località del Ponente ligure, ma ormai eseguito,
con certezza, solo a Ceriana. Proprio in virtù di questa unicità,
Ceriana è definito uno dei due poli della tradizione canora e popolare
della Liguria, insieme a Genova e ai suoi "Trallallero".
Hanno esaminato e registrato i nostri canti studiosi di fama internazionale
quali: Alan Lomax (Stati Uniti), Diego Carpitella, Luciano Berio, Roberto
Leydi, Edward Neil, Mauro Balma, Paolo Giardelli e Giovanna Marini.
Tramandati oralmente di generazione in generazione, i canti narrano di
vicende amorose o cavalleresche ambientate in epoca pre-unitaria e chiaramente
appaiono come testi concepiti ben prima del 1861.
Di questi ultimi non si conosce l'autore, mentre tantissimi altri sono
stati composti da cerianaschi, alcuni ancora viventi. A testimonianza
di questa tradizione canora, possiamo citare la vigorosa attività
dei Cori di Ceriana che ancora oggi si fanno promotori della diffusione
della cultura del borgo in ogni parte del Mondo.
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